Pomerini

Affrontare le difficoltà quotidiane con una concessione diversa delle difficoltà e provare come ci si sente ad essere la Minoranza; queste erano le premesse con le quali siamo partiti per la bellissima Tanzania.

Ancora storditi dal viaggio in aereo ci troviamo a sederci sul Land Cruiser di Fra Paolo con il quale sfrecciamo per 12 ore tra strade sentieri immersi nei paesaggi africani mutati dal clima arido dove è stato possibile scorgere alcuni elefanti e le eleganti giraffe.

Pomerini è una piccola comunità rurale distante un paio di ore dalla città di Iringa, capoluogo di regione. Il primo impatto con la popolazione si è manifestato con i bambini,sempre sorridenti, che iniziavano a circondare le mura della nostra casa incuriositi dalla novità: noi.

Il giorno successivo attraversando il paese abbiamo visitato il mercato locale facendo incuriosire dai venditori di cibo ambulanti, che ci siam concessi qualche giorno dopo.  Sfruttando al meglio la possibilità di cercare di inserirci nella comunità e iniziare a imparare e ripetere a chiunque incontrassimo alcuni dei saluti tradizionali in lingua Kiswahili.

Una mattinata abbiamo preso parte alle lezioni che si tenevano all’asilo di Pomerini: la giornata scolastica dei bambini inizia con una corsetta per il villaggio, il canto dell’inno tanzaniano e altre canzoni varie.

Dopo i primi giorni di ambientamento abbiamo deciso che i ragazzi si sarebbero dati da fare aiutando gli operai della segheria del villaggio nel costruire banchi, sedie e finestre destinati alla nuova scuola superiore; mentre le ragazze intrattenevano i piccoli animandoli con giochi e canti con lo spirito che contraddistingue gli scout.

Abbiamo anche avuto la possibilità di conoscere alcune delle realtà italiane attive in Tanzania come Tulime e Nyumba Ali. La prima cerca di utilizzare la produzione agricola per favorire l’aumento dello stipendio medio della popolazione, che attualmente si aggira intorno agli 80 € mensili; la seconda associazione invece si prende cura ei bambini disabili, una realtà ancora molto distante dal pensiero degli africani.

La nostra esperienza è ormai giunta al termine ma tutti siamo convinti che sarà difficile dimenticare il rosso fuoco dei tramonti, il sapore succoso della frutta esotica, i più disparati colori degli animali, ma soprattutto l’accoglienza e il calore che ci è stato donato dai Pomeriniani.

Scossi da queste nuove emozioni e riflettendo sull’Africa, ancora, ci auguriamo Buona Strada.

Gianluigi