7 aprile 2011
Il poeta Norinaga Motoori (1930-1801) esprime l’anima del Giappone con questi versi:
Se qualcuno chiede
Qual’è lanima del Giappone
è un fiore di ciliegio
che profuma il sole che sorge
Anche quest’anno In modo molto più sobrio ma certamente irrinunciabile, inizia la stagione degli “Hanami Norinaga Motoori”. Ovvero la stagione dei ciliegi (sakura) in fiore e il relativo pic-nic fatto all’ombra di queste stupende piante fiorite.
Nelle consuete previsioni del tempo televisive, se fino a pochi giorni fa era aggiunta la situazione locale circa la diffusione del polline (causa appunto di allergie e dunque di precauzioni da prendersi) da ieri son iniziate anche le previsioni del grado di fioritura dei ciliegi a secondo delle zone. Anche in questo caso per dare ai giapponesi un aiuto nella scelta del giorno in cui decidere il momento di ritrovo e di svago fatto in comune, a livello famigliare, di amici o di colleghi di lavori. Come dicevo, appuntamento immancabile per tutti, e quindi anche per me e le mie maestre dell’asilo. Ci troveremo nel parco non lontano, dopo che coi bambini di tre anni e i loro genitori si sarà conclusa la cerimonia del NyuEnShiki (cerimonia di entrata all’asilo ).
Nei luoghi dei rifugiati, come negli ultimi giorni di marzo sobrie cerimonie di graduazione degli studenti hanno caratterizzato un pò la monotona vita dei centri, incoraggiando e rafforzando la convinzione che la vita continua, e il celebrarla con eventi comuni è sempre motivo di speranza, così si sta già pensando e organizzandosi per non perdere anche questa celebrazione dei fiori di ciliegio. Il riuscire a trovarsi anche in piccoli gruppi per questa occasione è di vitale importanza per rinnovare il gusto della vita e il senso di coesione insito nel cuore della gente. Come sarà altrettanto importante fare cerimonie di entrata all’asilo, alla scuola o anche nella ditta, per i ragazzi e giovani superstiti dello Tsunami. Forse più che mai, questi ragazzi sentiranno su di se gli occhi e l’attenzione di tanta gente solidale, e di tanti che su di loro pongono la speranza di resurrezione delle comunità colpite. Come visto in TV dalle loro testimonianze in occasione delle Graduazioni, l’orgoglio e il senso di responsabilità saranno più forti del dolore e della rassegnazione. Questo non toglierà loro e ai parenti la fatica quotidiana che li aspetta, ma a supportarli con concreta simpatia ci sono milioni di persone, e son certo, non solo del Giappone.
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20 marzo 2011 - dal Giappone
Lavorare in una missione
cattolica a cui è collegato una scuola infantile, di questi giorni è quanto mai
un toccasana alle ferite del cuore procurate dal dramma del terremoto. Il volto
sorridente e vivace dei bambini, che pur conoscendo il dramma e anche pregando
per le vittime, non conoscono la portata di tale tragedia, danno a tutti,
famiglie, insegnanti, me compreso, la certezza che la vita continua in modo
rinnovato e altrettanto consapevole del suo valore, pur nella precarietà e
debolezza che caratterizza il nostro essere creature. I bambini hanno innata la
capacità di guardare avanti senza il peso enorme del passato, e lo sanno
trasmettere bene a chi si lascia da loro coinvolgere.
Se di questi tempi le sere, abbastanza libere, il tempo è per me occasione riflessione, qualche lacrima e preghiera di fronte alle continue notizie e immagini drammatiche, il mattino seguente mi sento rinnovato nelle forze e nello spirito; sia perché il giorno inizia con la celebrazione della s.Messa nella quale tutto ritrova significato, anche quello che stiamo vivendo ora; sia perché seguente pensiero va all’accoglienza dei bambini dell’asilo e dei genitori che li accompagnano, ed è per me una sfida alla capacità di trasmettere motivazioni ulteriori di incoraggiamento e speranza.
C’è un altro fattore che da due giorni mi da’ la carica giusta per la giornata, riassunto in quei pochi minuti di tempo lasciati per la colazione mattutina. Minuti che son occasione per uno sguardo alla televisione. Ai soliti “bollettini di guerra”, o ai programmi che aumentano l’ansia, ci son per fortuna aggiunti momenti di testimonianza diretta coi sopravvissuti e rifugiati del terremoto. Non tutto naturalmente riferisce o presenta quanto di eroico o quanto di speranza e fiducia è presente nell’animo di quanti sperimentato ancora lo sconvolgente dramma; ci sono anche motivi di tristezza di dubbio e scoraggiamento; ma in compenso sappiamo di vedere e sentire meno retorica e più umanità quotidiana. Tante volte sembran banali episodi che non avrebbero spazio negli scoop giornalistici di cui si nutrono i media nazionali e internazionali, ma danno il segno che gli uomini non han perso la voglia di vivere, e di sentirsi, proprio perché fragili, bisognosi l’uno dell’altro. Son tanti i racconti vivi di testimoni circa quello che alcune vittime hanno fatto prima di essere travolti dallo tsunami e che sono esempio straordinario di dedizione e sacrificio per i loro compaesani, compagni di lavoro, anziani, alunni, malati. Ancor più belle sono le testimonianze che parlan di nuove famiglie che stanno nascendo in questi centri di raccolta. Giovani che han perso i genitori si fanno carico degli anziani rimasti soli. Mamme che non sanno se i loro figli son ancor vivi o meno e che consolano, curano, dormono a fianco di quelli rimasti soli. E via via con decine di questi esempi.
Di queste sere inoltre la continua pubblicità di un canale televisivo che raccogliendo una decina di situazioni, mette in risalto quanto bisogno ci sia di ritrovare umanità in situazioni quotidiane al di là del dramma del terremoto. Il bisogno che i figli crescano con la presenza dei genitori; che i giovani si facciano più attenti a chi sta loro attorno; che i bambini si faccian più vicini a chi in classe o nel gioco viene messo in disparte. Una pubblicità televisiva che si ripete ogni mezz’ora presentando un atteggiamento positivo delle relazioni umane. Sembra proprio che il Giappone voglia ripartire da questo dramma per ritrovare la propria anima nella vita stressante e competitiva di questi ultimi decenni. Non c’è che da esserne felicissimi.
Per oggi basta così... mi darò da fare per vedere se riesco a catturare questi spot pubblicitari e li metterò in onda perché possiate rendervene conto. A presto...
PS... Alle molte offerte di aiuto rispondo di appoggiarvi alla Caritas Italiana che è in diretto contatto con la Caritas locale.
Grazie, p.Claudio (nabo)
16 marzo 2011 - Tra sentimenti di dolore, di speranza, di orgoglio.
Carissimi Amici,
mi decido solo ora a mettere insieme qualche notizia e riflessione dopo e "durante" i terribili momenti vissuti dalla gente di questa terra Giapponese, di cui son chiamato a condividerne le vicende.
Come scritto nel titolo son sentimenti che vanno e vengono, si intersecano, si contrastano, secondo le notizie e le testimonianze dirette di cui son testimone, non certo distaccato.
Se nelle immagini pur drammatiche, difficilmente si vedono lacrime versate dai diretti interessati e se visibili, sempre molto composte, in momenti di solitudine e di ritiro non riesco a fermare le mie. Non son certo segno di debolezza, e nemmeno a senso unico, ovvero quelle del dolore, ma sono anche quelle di speranza e di gratitudine-orgoglio di essere in questo paese e soprattutto in questi momenti. E sono tanti i motivi, in ogni occasione, che rafforzano l'amore, la solidarietà e la condivisione.
Sentimenti di Dolore: le notizie sempre più gravi... le 2mila vittime accertate e i 15mila dispersi. La situazione dei 450mila rifugiati, tra freddo, malattie, debolezza, impotenza. L'incertezza e certamente la preoccupazione di quello che sarà in questi prossimi mesi. Personalmente poi il fatto di essere distante e non poter fare più di tanto per condividerne la sofferenza.
Sentimenti di Speranza: piccole scene di solidarietà, di gioia, di eroismo che superano l'ambito personale o famigliare, ma si estendono a tutti indistintamente. Certamente incapace di narrarle tutte per iscritto penso che difficilmente si cancelleranno dalla mia memoria e saranno oggetto di future nostre conversazioni.
Sentimenti di Orgoglio: Orgoglio di sentirmi parte coinvolta fra questa gente meravigliosa, come altrettanto parte di quel paese Natale di cui ho continua testimonianza di solidarietà e affetto. Da entrambi i fronti ricevo sempre lezioni di vita e di fede che varcano i confini della razza, della cultura, della religione.
Proprio per questo, in mezzo a tanta sofferenza, vengo a ringraziare il Signore di avermi dato la grazia di essere missionario in questa terra, soprattutto di sentirmi vicino ai miei fratelli Saveriani che in modi diversi condividono gli stessi sentimenti in situazioni drammatiche, siano esse in Africa, In Asia, in America. Chiedo e prego il Signore, che a farci sentire così vicini e solidali, a prevalere siano sempre più i momenti di gioia che non quelli di dolore. E invito tutti quanti gli amici a raffinare in questo la nostra sensibilità senza aspettare tali occasioni, come questa terribile esperienza del popolo giapponese. Siamo tutti figli dello stesso padre, e qualche lacrima in più , allegata a qualche gesto o stile di vita quotidiano, siano il nostro distintivo che diventa anche testimonianza di un mondo più fraterno.
Chiedo scusa di questa lunga riflessione e mi affido al vostro ricordo e preghiera.
p. Claudio (Nabo)